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VENDETTA/PERDONO

Iscriviti
Barbara Hoogeweegen, "Team". ©Bridgeman Images.
Crediti: 5 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 5 h
Docente:

Luigi Epicoco Docente presbitero della diocesi di L’Aquila.

 

Francesca Giardini Ricercatrice ISTC CNR.

 

Mattia Mossali Visiting Assistant Professor of Italian presso il Dickinson College, in Pennsylvania.

 

Gustavo Pietropolli Charmet Fondatore, Presidente, Psicoterapeuta e Docente Minotauro- Istituto di analisi dei codici affettivi di Milano.

 

Francesca Rigotti Filosofa e Saggista.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

VENDETTA/PERDONO

Un percorso tra natura e cultura

Razionale scientifico

Vendetta/perdono: una diade che parrebbe relegata al passato ma che si dimostra invece puntualmente contemporanea, tanto nella sfera individuale che la cronaca documenta ogni giorno, quanto nella dimensione sociale e politica evidente estesa alle vicende internazionali. Un danno irreparabile apre due sentieri: uno fermo al passato, l’altro rivolto al perdono. I docenti di questo ciclo di lezioni, legati alla rivista culturale “doppiozero”, indagano il fenomeno secondo le diverse prospettive dei rispettivi ambiti: psicologico, filosofico, sociologico, psicoanalitico e letterario, con una chiosa religiosa.

Gustavo Pietropolli Charmet disserta su Vendetta e adolescenza sottolineando l’assenza del tema in convegni e processi formativi, a fronte di un suo prepotente ritorno nella sottocultura giovanile, che la consuma attraverso l’iconografia di videogiochi, film, fumetti. Analizzandone i due personaggi, ovvero l’offensore e la vittima, la dinamica della vendetta è rintracciata nella ferita narcisistica originata dal tradimento di una relazione esclusiva.

Francesca Rigotti in Chi perdona chi? adotta un taglio filosofico per il tema del perdono, scegliendo voci dalla filosofia politica contemporanea e cogliendo immagini dalla metaforologia di cui da sempre si occupa. Totalmente laica la prospettiva. Una linea interpretativa che ognuno potrà applicare al proprio campo di indagine o alla propria personale esperienza.

La sociologa Francesca Giardini nella lezione dal titolo Il piacere della vendetta, in sé un paradosso, ne analizza la valenza duplice, mutata attraverso i secoli: piacere crudele e comportamento necessario o, al contrario, reazione estrema ed eccessiva tipica dei deboli? Certo, se esiste un’etica della vendetta, tanto più esisterà un’etica del perdono, scelta individuale o dovere canonizzato che sia.

Racconta Storie di perdono tra letteratura e psicoanalisi Mattia Mossali. Originale il taglio, che attinge lacerti di vita dai romanzi contemporanei per dimostrare come attraverso il lavoro personale sul perdono l’esperienza dell’altro venga riaffermata. Sia che, in ottemperanza ai propri principi, si decida di perdonare oppure no.

Luigi Epicoco in Vendetta e perdono nelle religioni del libro legge il tema attraverso le prospettive dell’ebraismo (verbalizzazione), dell’islam (percorso pedagogico), del cristianesimo che ha nel perdono la vicenda fondante dell’uomo dacché noi esistiamo essendo stati perdonati. Un taglio esistenziale mantiene la dissertazione che invita a dare un significato all’esperienza del dolore superando la menzogna della cultura edonistica.

 

Programma

Vendetta e adolescenza – Gustavo Pietropolli Charmet.
Chi perdona chi? – Francesca Rigotti.
Il piacere della vendetta – Francesca Giardini.
Storie di perdono tra letteratura e psicoanalisi – Mattia Mossali.
Vendetta e perdono nelle religioni del libro – Luigi Epicoco.

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta)
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Educatore professionale
Infermiere; Infermiere pediatrico
Logopedista (logopedista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Fisioterapista (fisioterapista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Ostetrico
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista occupazionale

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ANTROPOLOGIA CULTURALE

Iscriviti
Justin Piperger, "Water filled Globe". ©Bridgeman Images. 
Crediti: 4 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 4 h
Docente:

Andrea Staid Docente di Antropologia culturale e visuale alla Naba di Milano e di Antropologia culturale all’Università di Genova. Dirige per Meltemi la collana “Biblioteca/Antropologia”.

 

Miguel Benasayag Filosofo e psicoanalista, fondatore del collectif Malgré tout.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

ANTROPOLOGIA CULTURALE

Un percorso tra natura e cultura

Razionale scientifico

Andrea Staid propone un percorso in quattro lezioni nel cuore dell’antropologia culturale attraverso i poli complementari di natura e cultura. Centrali i temi affrontati nella sua riflessione antropologica, che affronta le ideologie del colonialismo e dell’antropocentrismo, la questione della soggettività animale, la relazione tra l’individuo e l’ordine sociale.

Natura e cultura: una riflessione antropologica
L’esplorazione del rapporto tra natura e cultura rappresenta un pilastro fondante dell’antropologia. Secoli di dibattito filosofico e scientifico hanno accompagnato la nostra comprensione di questi due concetti apparentemente distinti. Per oltre un secolo, l’antropologia ha adottato una visione dicotomica, separando nettamente la natura, intesa come ambiente incontaminato e indipendente dall’uomo (montagne, mari, cielo), dalla cultura, prodotto esclusivo dell’azione umana. Tuttavia, questa visione occidentale, lungi dall’essere universale, rappresenta solo uno dei molteplici approcci cognitivi elaborati dalle culture umane per adattarsi all’ambiente circostante.
Diviene evidente come il nostro concetto di ecologia e la stessa idea di “preservare la natura” siano costrutti culturali legati al loro contesto di origine, non universalmente condivisi. La dicotomia natura-cultura è stata spesso utilizzata strumentalmente per giustificare disuguaglianze e oppressioni, ad esempio sostenendo l’inferiorità innata di alcune culture o gruppi etnici. Tale visione, ampiamente sconfessata dalla scienza, non ha più alcun fondamento nella moderna antropologia.
Oggi, la maggioranza degli antropologi riconosce l’interconnessione tra natura e cultura, non come entità separate, bensì come aspetti intrecciati dell’esperienza umana. La cultura è indubbiamente plasmata dalla natura, ma a sua volta la influenza profondamente. Il modo in cui gli esseri umani percepiscono e interagiscono con l’ambiente è plasmato dalla loro cultura. Alcune culture venerano la natura come luogo sacro, mentre altre la vedono come una risorsa da sfruttare.
Abbandonare la dicotomia natura-cultura apre la strada a una visione olistica dell’esperienza umana, riconoscendo l’interdipendenza tra le dimensioni biologiche e culturali. L’antropologia contemporanea ha il compito di esplorare le diverse modalità con cui le culture intrecciano i fili di natura e cultura, promuovendo una comprensione più profonda dell’umanità e del suo posto nel mondo.

Colonialismo e antropocentrismo: un legame indissolubile
Il colonialismo e l’antropocentrismo, due ideologie strettamente intrecciate, hanno segnato profondamente il corso della storia umana. Il colonialismo, sistema di dominio politico ed economico, ha visto l’Europa imporre il proprio potere su territori e popoli “stranieri”. L’antropocentrismo, invece, sostiene la centralità dell’essere umano nell’universo, giustificando il dominio su natura e altre specie.
Al cuore del sistema coloniale risiede l’idea di superiorità delle nazioni colonizzatrici rispetto ai popoli colonizzati. Tale convinzione ha legittimato lo sfruttamento delle loro risorse e della loro manodopera, dando vita a secoli di oppressione, violenza e disuguaglianza. I colonizzatori, mossi da un’avidità insaziabile, hanno saccheggiato terre, depredato risorse e colonizzato interi territori, ricorrendo spesso alla brutalità e seminando malattie e pandemie devastanti.
L’antropocentrismo ha avuto un ruolo fondamentale nel giustificare le atrocità del colonialismo. La visione dicotomica che separa l’uomo dalla natura, ponendolo al vertice della gerarchia, ha alimentato l’idea di dominio assoluto sul mondo circostante. Gli europei, portatori di questa visione, non solo hanno imposto il proprio modello sociale e politico, ma hanno anche sradicato le cosmovisioni indigene, spesso basate su un profondo rispetto per la natura e su un’interconnessione tra uomo e ambiente.
Il colonialismo europeo ha stravolto le cosmovisioni indigene, minando il loro rapporto ancestrale con la natura. Attraverso l’uso della forza e l’indottrinamento religioso, principalmente con il cattolicesimo, i colonizzatori hanno imposto la propria visione duale uomo-natura, sradicando ritualità e credenze che legavano profondamente le popolazioni indigene alla terra. Questa imposizione culturale ha avuto conseguenze devastanti, alienando le popolazioni indigene dalle loro radici e dal loro ambiente naturale.
I popoli colonizzati sono stati costretti a lavorare in condizioni disumane, subendo ogni sorta di abuso e sfruttamento. Le loro terre e le loro risorse sono state depredate per il profitto delle potenze coloniali, senza alcuna considerazione per i danni ambientali o per il benessere delle popolazioni locali. L’antropocentrismo ha fornito la giustificazione ideologica per questo saccheggio, presentando la natura come una mera risorsa da sfruttare a beneficio dell’uomo, senza alcun riguardo per le conseguenze.


La soggettività nelle altre specie

La questione della soggettività animale è un tema complesso e controverso che attraversa discipline come l’antropologia e la biologia. Tradizionalmente, la soggettività è stata considerata una prerogativa umana, associata a capacità cognitive avanzate, coscienza e autoriflessione. Tuttavia, un crescente corpo di evidenze suggerisce che anche gli animali possiedono livelli significativi di soggettività, sfidando la visione antropocentrica dominante.
L’antropologia offre diverse prospettive per esplorare la soggettività animale. L’etnografia contemporanea, attraverso l’incontro con diverse culture, si concentra sulle relazioni tra umani e animali, esaminando come le diverse società concepiscono e interagiscono con le altre specie. Studi dettagliati rivelano la complessità dei legami tra umani e animali, documentando forme di comunicazione, cooperazione e affetto che suggeriscono una forma di soggettività animale non umana. Le implicazioni di riconoscere la soggettività animale sono profonde. Il lavoro dell’antropologo Eduardo Kohn ci invita a considerare la foresta come un’entità viva e pensante. Non solo gli umani interpretano il mondo, ma tutti gli esseri viventi lo fanno continuamente, rappresentandolo e dandogli significato. La vita è intrinsecamente semiotica, con gli esseri viventi plasmati dall’evoluzione per adattarsi e dare forma al loro ambiente. In questo senso, tutti gli esseri viventi “pensano”, con le loro forme che rappresentano il cumulo del passato e le anticipazioni del futuro. La foresta, dunque, si configura come un’immensa ecologia di esseri pensanti, brulicante di vita e di futuro.
Riconoscere la vita interiore e l’esperienza soggettiva agli animali, o anche alle piante, ci impone di riconsiderare il nostro rapporto con loro e il nostro posto nel mondo naturale. Questo può portare a cambiamenti radicali in svariati ambiti, dall’etica animale alla conservazione dell’ambiente. Abbandonare l’antropocentrismo significa adottare una prospettiva più olistica e rispettosa di tutte le forme di vita, ponendo le basi per un futuro più giusto e sostenibile per il nostro pianeta.

L’individuo e l’ordine sociale
L’individuo non è un’entità autonoma preesistente all’ordine sociale, ma piuttosto un prodotto di esso. L’ordine sociale, a sua volta, non è un sistema statico e coercitivo, ma un processo dinamico e in continua evoluzione plasmato dalle azioni e dalle interazioni degli individui.
La relazione tra individuo e ordine sociale è un tema complesso e dibattuto, spesso intrappolato in una dicotomia che vede l’individuo come entità autonoma contrapposta a un ordine sociale statico e coercitivo. Tuttavia, questa visione è riduttiva e non rispecchia la natura dinamica e interconnessa di questi due elementi.
L’individuo non nasce come essere isolato e autosufficiente, ma si forma all’interno di un contesto sociale specifico, plasmato da norme, valori, culture e relazioni. La società, a sua volta, non è un’entità astratta e immutabile, ma un processo in continua evoluzione, modellato dalle azioni e dalle interazioni degli individui che la compongono.
In questa prospettiva, l’individuo non è semplicemente un prodotto passivo dell’ordine sociale, ma un agente attivo che contribuisce a plasmarlo e modificarlo. Attraverso le proprie scelte, azioni e idee, gli individui influenzano le norme, le culture e le relazioni che definiscono la società. Allo stesso tempo, l’ordine sociale influenza e condiziona le scelte, le azioni e le idee degli individui, creando un circolo virtuoso di reciproca influenza.
Questa visione dinamica e relazionale dell’individuo e dell’ordine sociale implica una critica profonda al potere e alle gerarchie. Se l’individuo non è un’entità autonoma preesistente alla società, ma un prodotto di essa, allora le gerarchie sociali non sono innate o naturali, ma costruzioni sociali che possono essere modificate o addirittura sovvertite.
Riconoscere il carattere dinamico e interconnesso tra individuo e ordine sociale implica una profonda messa in discussione delle strutture di potere esistenti, che spesso operano per opprimere e marginalizzare gli individui. La dinamica tra individuo e ordine sociale è profondamente influenzata oggi dai new media e dal controllo dei big data. Riconoscere questa interconnessione è essenziale per comprendere le dinamiche di potere in atto e per promuovere un cambiamento sociale positivo. È necessario un approccio critico e consapevole all’uso delle tecnologie digitali, e un impegno attivo per contrastare le disuguaglianze.

 

Programma

Natura e cultura: una riflessione antropologica – Andrea Staid

Colonialismo e antropocentrismo: un legame indissolubile – Andrea Staid

La soggettività nelle altre specie – Andrea Staid

L’individuo e l’ordine sociale – Andrea Staid e Miguel Benasayag

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta)
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Educatore professionale
Infermiere; Infermiere pediatrico
Logopedista (logopedista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Fisioterapista (fisioterapista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Ostetrico
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista occupazionale

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COME I ROMANZI PARLANO DI NOI

Mario Sughi, "Sunday morning at the park". ©Mario Sughi/Bridgeman Images.
Crediti: 4,5 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 3 h
Docente:

Raffaella Lops Agente letteraria.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Concluso

COME I ROMANZI PARLANO DI NOI

Corso di formazione a distanza in modalità sincrona

Pre-requisito di partecipazione

È obbligatorio avere letto, prima di ciascun incontro, il libro oggetto di discussione.
Per ottenere i crediti ECM è obbligatorio partecipare a tutti gli incontri.

 

Razionale scientifico

Il corso, giunto al secondo ciclo, è strutturato come un gruppo di lettura e prevede due incontri durante i quali, sotto la guida di Raffaella Lops, saranno approfonditi i seguenti due libri: il vincitore del Premio Strega europeo per il 2024 Triste tigre, dell’autrice francese Neige Sinno, e L’anniversario, ultimo romanzo di Andrea Bajani, autore e poeta edito da Feltrinelli.

I due incontri, distribuiti su altrettanti mesi, saranno dedicati a ciascuno dei testi e permetteranno al gruppo di affrontare i temi proposti da Lops, concentrandosi sull’elaborazione del trauma – vissuto in particolare in età infantile – e sul potere curativo della scrittura. Nei due testi, infatti, si affronta l’indicibile, la rottura e la difficoltà di trovare la giusta distanza per raccontare la propria storia affinché, dal dolore, sia possibile il ritorno alla vita.

Obiettivo del corso è approfondire il legame tra la lettura e la narrazione di sé: parlare di un libro, parlarne davvero, e farlo con altri, equivale a dire qualcosa di profondo su se stessi, sulle proprie relazioni, sul rapporto con i ricordi e con il presente. La lettura dei testi e le attività proposte durante gli incontri agevoleranno l’emergere di riflessioni personali nei partecipanti e permetteranno di costruire un’esplorazione comune nel corso del dibattito in classe.

 

Programma

> 26 febbraio, 18.00-19.30
Come i romanzi parlano di noi: Triste tigre di Neige Sinno

> 25 marzo, 18.00-19.30
Come i romanzi parlano di noi: L’anniversario di Andrea Bajani

 

Posti disponibili

Sono disponibili 35 posti che saranno assegnati ai primi 35, tra gli iscritti, che si presenteranno all’incontro del 26 febbraio e che, come da pre-requisito richiesto, avranno letto il libro oggetto di discussione.

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo: psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Logopedista
Fisioterapista
Ostetrica
Educatore professionale
Infermiere; Infermiere pediatrico
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
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EDUCO COME MANGIO

Iscriviti
Scuola indiana, "Madre e figlio". ©Bridgeman Images.
Crediti: 1 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 1 h
Docente:

Laura Pigozzi Psicoanalista, psicologa, filosofa, saggista e insegnante di canto.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

EDUCO COME MANGIO

Razionale scientifico

Laura Pigozzi afferma che il cibo «non è solo nutrimento, ma è un discorso che facciamo all’altro. Il cibo esiste solo nella relazione: mangiare o non mangiare per un bambino significa comunicare qualcosa a chi se ne prende cura. Il cibo, insomma, è un esperanto relazionale».

La gestione del cibo è anche uno degli elementi centrali del funzionamento di una famiglia. A partire dalle scelte di allattamento del neonato che la madre compie, fino alla preparazione e alla cura del desco familiare, allorché ai figli si veicola non solo il nutrimento, ma anche un’educazione all’altro.

Attraverso esempi di casi reali capitati nella sua esperienza clinica, la psicologa e psicoanalista analizza il dibattito sociale riguardante il tema della famiglia, in cui talvolta l’eccesso di cibo, di amore, di controllo, di dipendenza rischia di interrompere uno scambio vero con i figli. Il cibo
nutre, ma il cibo avvelena anche: non a causa di una sua qualità intrinseca, ma anche dei rituali e delle parole che lo accompagnano.

L’invito di Laura Pigozzi dunque è a «educare, nutrire, condividere il cibo in maniera consapevole».

 

Programma

Lezione di Laura Pigozzi.
In collaborazione con il festival “Dialoghi di Pistoia”

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neurofisiopatologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta, scienze dell’alimentazione e dietetica)
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Educatore professionale
Infermiere; Infermiere pediatrico
Logopedista (logopedista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Fisioterapista (fisioterapista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Dietista (dietista; iscritto nell’elenco speciale ad esaurimento)
Ostetrico
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
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INDIVIDUALISMO SOLIDALE

Iscriviti
Kristian Ryokan, "Iceberg". ©Bridgeman Images.
Crediti: 2 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 2 h
Docente:

Ferruccio Andolfi Già docente di Filosofia della storia all’Università di Parma.

 

Paolo Migone Psichiatra psicoterapeuta, condirettore della rivista “Psicoterapia e Scienze Umane”.

 

Loredana Sciolla Professore emerito di Sociologia all’Università di Torino.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

INDIVIDUALISMO SOLIDALE

Razionale scientifico

L’individualismo solidale è una prospettiva che riconosce l’irreversibilità della valorizzazione degli individui avvenuta in epoca moderna, ma ammette insieme la possibilità di conciliarla con istanze sociali di generosa, reciproca dedizione. Si tratta di una tradizione otto-novecentesca, di cui si possono addurre molte testimonianze, ma anche di una forma paradossale ed evolutiva di moralità che solo un immaginario utopico riesce a rappresentarsi. Se ne occupano oggi filosofi, sociologi, studiosi di scienze umane, letterati, confrontandosi con nuove tendenze “ecologiche”, che richiedono una riconsiderazione del ruolo dominante assegnato al soggetto. Alla ricerca di un equilibrio tra i due poli della vita psichica: la centratura degli individui in se stessi e l’appartenenza al mondo, non solo umano ma naturale, che li comprende.

Ferruccio Andolfi, curatore del volume che dà il titolo a questa lezione, inizia con l’indagare l’espressione “individualismo solidale”, non comune nel suo aspetto paradossale, spiegando a quale linguaggio appartenga. Il filosofo si sofferma sulla relazione tra rappresentazione di stati di fatto e momento etico, cercando di stabilire un confronto con altre tendenze dei nostri tempi, secondo una prospettiva ecologica e filosofia della cura.

Paolo Migone mostra come l’essere umano sia dotato di diverse motivazioni innate, tra le quali vi è la solidarietà e la cooperazione. Questo istinto cooperativo, che si manifesta già nel bambino piccolo e che Freud non considerava primario ma secondario alla sessualità, era presente già più di un milione di anni e si rivelò molto utile per la sopravvivenza nei gruppi dei cacciatori-raccoglitori, permettendo l’emergere di norme prosociali e di un ethos egualitario.

Loredana Sciolla affronta il tema da una prospettiva sociologica, considerando l’individualismo sia come insieme di valoro centrati sull’autonomia e sulla libertà, sia come condizione, benché criticata quale ideologia ed etica del conservatorismo reazionario. Tra questi due poli si considera una posizione intermedia, in cui si propongono antidoti alle tendenze che degenerano in egoismo, isolamento nel privato, ipertrofia dell’io e sue idiosincrasie.

 

 

Programma

Lezione di Ferruccio Andolfi, Paolo Migone, Loredana Sciolla

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neurofisiopatologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta)
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Assistente sanitario
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MENZOGNA

Iscriviti
Lee Heinen, "Pamela". ©Bridgeman Images.
Crediti: 5 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 5 h
Docente:

Mario Barenghi Professore Ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa”, Università di Milano Bicocca.


Franca D’Agostini
Professore di Logica e Argomentazione all’Università Statale di Milano.


Massimo Donà
Professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università San Raffaele di Milano.


Lucrezia Ercoli
editorialista, insegnante, direttrice artistica del festival internazionale “Popsophia, filosofia del contemporaneo”.


Anna Stefi
Insegnante di Storia e Filosofia al Liceo Scientifico Severi-Correnti; psicologa; vicedirettrice della rivista www.doppiozero.com e redattrice della collana Riga

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

MENZOGNA

Razionale scientifico

Il percorso colloca la menzogna come intrinseca al nostro agire sociale, trama delle relazioni della vita adulta. Ripercorrerne la storia nella cultura occidentale, da prospettive linguistiche, filosofiche, psicologiche, artistiche, che includano gli sviluppi delle nuove tecnologie, dei social network, dell’intelligenza artificiale, invita a ripensare noi stessi e ad avviare una rifondazione etica.

Franca D’Agostini analizza la Menzogna nella società digitale, laddove nuove sono le forme di falsificazione e nuovi i profili dei mentitori. Ma al dominio di macchine aleticamente stupide, siamo preparati? La filosofa ritiene di no, ma si sottrae a una visione apocalittica del loro avvento. Purché si intervenga sull’algoretica (ovvero sull’educazione all’etica) degli algoritmi.  In fondo l’intelligenza artificiale è educata da noi umani secondo la nostra cultura e le nostre regole.

Abituata a coniugare l’analisi filosofica con i fenomeni pop della cultura di massa, Lucrezia Ercoli disserta di Menzogna in rapporto alle macchine artificiali. Non semplicemente un soggetto da fantascienza distopica, con creature che si ribellano ai propri creatori. Ma un’urgenza da affrontare, anche senza averne responsabilità specifiche, per regolamentare le competenze nuove delle macchine: umane, troppo umane. Mettendo in discussione le classiche definizioni di “menzogna”, se anche l’AI ha imparato a mentire.

Nella dissertazione Le menzogne dell’arte l’esposizione filosofica di Massimo Donà corre tra Velasquez e Shakespeare, usando il teatro della rappresentazione, pittorica e teatrale, per dimostrare come grazie al suo intreccio di finzioni e verità possiamo comprendere l’incongruità e l’indeterminabilità del reale. Esso medesimo nient’altro che un infinito gioco di specchi, nel quale nessuno riveste un ruolo preciso e univocamente riconoscibile.

Mario Barenghi nella lezione Menzogna, linguaggio, narrazione afferma come non ci sia linguaggio senza inganno, per citare Calvino. In letteratura tuttavia la menzogna è universo assai complesso e variegato – argomenta il relatore anche nella sua veste di scrittore. La lettura ci abitua a tale prospettiva, ovvero a muoverci nella dimensione del possibile, che è poi il mondo in cui viviamo.

Anna Stefi in Dire di sé si domanda cosa diciamo di vero parlando di noi stessi. Da Agostino a Benjamin, da Derrida a Deleuze, da Barthes a Lacan, nel pensiero filosofico il contrasto tra essere e apparire è connaturato a ogni tentativo di raccontarsi. Autobiografia e autoritratto sono dispositivi in cui, più che la nostra storia, si afferma la nostra verità, il darsi attraverso inevitabili maschere. Forse, riflette la psicologa attingendo anche al proprio vissuto, è l’esperienza della
letteratura ad avvicinarci alla verità autobiografica.

 

Programma

La menzogna nella società digitale – Franca D’Agostini

Le macchine mentono? Tra replicanti e intelligenza artificiale – Lucrezia Ercoli

Le menzogne dell’arte – Massimo Donà

Menzogna, linguaggio, narrazione – Mario Barenghi

Dire di sé: verità e menzogna – Anna Stefi

 

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CORPO, UMANO

Iscriviti
Copertina libro
Crediti: 17+1 ECM
Costo: € 45,00
Durata corso: 17+1h
Docente:

Vittorio Lingiardi Psichiatra e psicoanalista, professore ordinario di Psicologia dinamica alla facoltà di Medicina e psicologia della Sapienza Università di Roma.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

Iscriviti

CORPO, UMANO

Doppio corso: libro e lezioni di Laura Pigozzi

Razionale scientifico

Autobiografico e psicoanalitico, medico e immaginifico, questo libro concepito in tre stanze – il corpo ricordato, il corpo dettagliato, il corpo ritrovato – ci accompagna in un viaggio avventuroso all’interno del corpo, celebrando la sua fisicità senza separarla dalla sua poetica. Il sangue e le cellule, i simboli e i ricordi. Con le spiegazioni della scienza, le immagini dell’arte, le parole della letteratura, Vittorio Lingiardi racconta la vita del corpo che è «il nostro io, ma anche il primo tu». Nella sua pratica clinica, nell’esercizio della cura, ne ha ascoltati molti, di corpi. La ricerca del contatto e dell’attaccamento, il tumulto dell’adolescenza, l’esperienza della malattia, il risveglio del desiderio, le metamorfosi del genere. Ma anche i sintomi e i silenzi: il taglio sulle braccia che attenua il dolore mentale; le ossa appuntite dell’anoressia; i muscoli gonfi della vigoressia; lo sguardo dismorfico che vede un difetto dove non c’è; il panico che simula l’infarto. Il nostro corpo ci segue e ci accompagna, sa consolarci, può essere nemico. È un laboratorio alchemico capace di apparizioni infinite: anatomico, fisiopatologico, sociale, politico, religioso, estetico, nudo, vestito, danzante, energico, stanco. Corpo, umano è un’evocazione, una ricostruzione idiosincratica e incantata. Dove pagina dopo pagina, organo dopo organo, affiora la consapevolezza che, anche quando rischia di svanire, l’unico modo per ritrovare il corpo è raccontarlo.

Acquistando il corso Corpo, umano è possibile accedere anche a Corpo ricordato, dettagliato, ritrovato, una lezione di Vittorio Lingiardi.

 

Programma

CORSO 1
Lettura e studio di “Corpo, umano” di Vittorio Lingiardi, Einaudi 2024
17 crediti ECM

CORSO 2
“Corpo ricordato, dettagliato, ritrovato”: una lezione a cura di Vittorio Lingiardi
1 credito ECM

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, neurofisiopatologia, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta);
Psicologo (psicologo, psicoterapeuta);
Assistente sanitario;
Logopedista;
Educatore professionale;
Infermiere, Infermiere pediatrico;
Fisioterapista;
Ostetrica;
Tecnico della riabilitazione psichiatrica;
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;
Terapista occupazionale.

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Aiutaci a sostenere i nostri programmi, anche attraverso il tuo 5per1000

Con il tuo contributo sostieni i nostri obiettivi:

  • un impegno culturale continuativo nel campo delle professioni d’aiuto
  • un’offerta interdisciplinare di corsi ECM tenuti da docenti di fama
  • una riflessione critica sui temi sociali del nostro tempo con progetti formativi dedicati

Scrivi Fondazione Hapax ETS – Codice fiscale 97868180015 nella tua dichiarazione dei redditi.

Fondazione Synapsis Mentoring Contatti

SPERANZA

Iscriviti
Marjorie Weiss, "Ragazza e giallo laboratorio". ©Bridgeman Images.
Crediti: 5 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 5 h
Docente:

Fabrizio Benedetti Professore ordinario di Fisiologia umana e Neurofisiologia all’Università di Torino e direttore del Centro Ipossia di Breuil-Cervinia/Zermatt.


Patrizia Cipolletta
Professore ordinario di Filosofia delle religioni presso l’Università degli Studi di Roma III.


Rita Corsa
Medico psichiatra psicoanalista con funzioni di Training della S.P.I. e dell’I.P.A.


Andrea Rodighiero
Docente di Lingua e Letteratura greca presso l’Università degli Studi di Verona.


Alessandro Zaccuri
Direttore della comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

SPERANZA

Razionale scientifico

In disuso nella società contemporanea secolare e disillusa, speranza è parola-concetto che merita analisi e riflessione. Con docenti esperti di mitologia, teologia, filosofia, psicoanalisi, medicina, ripercorriamo la storia del lemma, indagandone il senso antico e la valenza odierna, fino a scoprire che l’anelito alla trascendenza resti un’inconfessata necessità.

Con Andrea Rodighiero, studioso di letteratura, lingua e filologia greca, si esplorano Forme e figure della speranza. Attraverso i greci la nozione di ἐλπίς entra nell’esperienza individuale e sociale cui apparteniamo. La speranza degli antichi contempla una dimensione irrazionalmente positiva verso il futuro, un’intenzione progettuale, una volontà presaga di azione. Una prospettiva utopica che, benché linguisticamente sconosciuta ai greci, proietta gli inventori della democrazia nella contemporaneità politica.

Lo scrittore Alessandro Zaccuri in Bibbia e speranza ci invita a leggere i libri sacri, oggetto di studi scientifici ma anche esperienza culturale, umana, spirituale per tutti. L’atteggiamento interiore sarà di speranza, sospesi in quel luogo e in quel tempo “tra la promessa e l’attesa”, come recita il sottotitolo della sua lezione. Una prospettiva in cui la salvezza è possibile, non solo per il singolo o per il popolo eletto del primo testamento, ma per l’umanità tutta del secondo.

È filosofica la prospettiva di Patrizia Cipolletta, che nella lezione Speranza nella filosofia del ‘900 rievoca il risveglio amaro dell’Occidente all’inizio del secolo scorso e il pessimismo che da allora ci pervade. Nella contemporaneità trainata soltanto dalla tecnica, occorrerà una nuova meditazione occidentale, una ricerca di noi stessi che passi attraverso l’ascolto della nostra sostanza naturale. Affinché la speranza di un mondo migliore risorga e orienti il nostro agire, in unione con una tecnica finalmente utile, e per tutti.

Rita Corsa in Speranza nella cura psicoanalitica analizza la speranza quale sentimento fondamentale nel lavoro terapeutico, soprattutto di fronte ai limiti del vivere, psichici e somatici, evidenziandone la funzione curativa, ma anche le insidie di una sua eccedenza. La psichiatra e psicoanalista descrive inoltre quel processo che chiama della “trasformazione in speranza del dolore psichico”: fattore propulsivo che alimenta il lavoro analitico e permette di riprendere fiducia nel futuro tenendo a bada l’angoscia di morte.

Neurologo e neurofisiologo, Fabrizio Benedetti adotta una prospettiva biologica nella lezione La speranza è un farmaco. Dove evidenzia come la speranza coincida con il fattore psicologico, ovvero l’aspettativa e il desiderio di beneficio clinico da parte del paziente. Un effetto placebo che, alimentato dalla relazione tra curato e curante nota da Ippocrate in avanti, può giocare un ruolo cruciale nell’esito della terapia. Senza alcuna evidenza scientifica in campo oncologico, ma con effetti sorprendenti in numerose patologie.

 

Programma

Forme e figure della speranza: mito e cultura nell’antica Grecia – Andrea Rodighiero
Bibbia e speranza – Alessandro Zaccuri
Speranza nella filosofia del ‘900 – Patrizia Cipolletta
Speranza nella cura psicoanalitica – Rita Corsa
La speranza è un farmaco – Fabrizio Benedetti

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neurofisiopatologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta)
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Educatore professionale
Infermiere; Infermiere pediatrico
Logopedista
Fisioterapista
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista occupazionale

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IMMAGINI

Iscriviti
Michaël Borremans, "Interface". ©Christie's Images/Bridgeman Images.
Crediti: 6 ECM
Costo: gratuito
Durata corso: 6 h
Docente:

Giuseppe Di Napoli Docente presso Accademia di Belle Arti di Brera e Istituto Europeo del Design di Milano.

 

Massimo Donà Professore ordinario di Filosofia Teoretica presso l’Università San Raffaele di Milano.


Valentina Grassi
Professore Associato di Sociologia Generale presso l’Università di Napoli “Parthenope”.


Nicole Janigro
Psicologa psicoterapeuta, giornalista e scrittrice.


Ugo Morelli
Professore di Scienze cognitive applicate alla vivibilità, al paesaggio e all’ambiente presso l’Università degli Studi di Napoli, Federico II.


Andrea Pinotti
Professore ordinario di Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano La Statale.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

 

Iscriviti

IMMAGINI

Razionale scientifico

Viviamo sommersi dalle immagini, la nostra è sempre più una “civiltà delle immagini”. Ma cosa sono le immagini? Come le usiamo? Come ci condizionano e con quali ricadute sulla nostra psiche? A quali esperienze, a quali nuove forme di conoscenza ci conducono? Cosa distingue il pensiero visivo da quello concettuale? E ancora: quali trasformazioni produce l’attuale cultura delle immagini nella ricerca scientifica (in particolare nelle neuroscienze) e nella diagnostica medica? Diverse le prospettive analizzate, per fornire una visione quanto più estesa di un tema che evidentemente trascende la percezione visiva ed estetica.

Indispensabile una premessa filosofica, esposta da Massimo Donà. Nel suo intervento Perché pensiamo per immagini il filosofo (e musicista) ci ricorda quale sia il vero significato del lemma “immagine”, quotidianamente utilizzato senza associarlo a un pensiero. Ripercorrere l’idea dell’immagine che attraversa la storia della filosofia, dai Greci a Cartesio, da Kant a Deleuze, significa fissare quelle forme universali che tutti riconosciamo attraverso gli occhi della mente.

Lo storico dell’arte Giuseppe Di Napoli con la lezione Immagine, immaginazione e pensiero visivo, intende scardinare la dittatura del logos sul pensiero visivo. Quando invece – osserva il relatore – l’homo è videns prima che sapiens: il neonato, appunto, prima vede e molto tempo dopo parla. L’attività conoscitiva passa proprio attraverso l’occhio, che elabora una forma di conoscenza visiva con pensieri di carattere visivo, non riconducibili al pensiero discorsivo né alla parola.

Un excursus sul Raccontare per immagini nell’esperienza analitica la offre la psicoterapeuta Nicole Janigro. La nostra esistenza è un racconto per immagini, a partire dal primo volto che il neonato vede fino alla quantità di immagini che continuamente ci vengono incontro. Tanto più in quest’epoca di inflazione delle immagini, molte “patologiche”, ovvero dal contenuto violento o
tragico, alle quali l’essere soggetti visivi ci espone, altre invece dal potere “curativo”. Toccherà a ognuno di noi la scelta delle nostre immagini, che sarà il terapeuta a interpretare.

Lo psicologo Ugo Morelli completa l’analisi della psiche occupandosi di Percezione della realtà mediata dalle immagini. Ma cosa significa per noi vedere e percepire il mondo? Si metterà in discussione il primato della visione nel processo percettivo per scoprire come non si tratti solo di mediazione. Morelli proporrà anche la sua teoria dell’immagine quale “evento” della nostra vita, che noi stessi produciamo e che influenza le nostre scelte e i nostri comportamenti.

Complessa ma necessaria per comprendere il quadro, la lezione della sociologa Valentina Grassi: Sociologia dell’immaginario. Un tema da sempre poco frequentato nella disciplina sociologica che l’autrice sostiene, sin dall’inizio delle sue ricerche, trattarsi invece di materia scientifica. Partendo dall’analisi dell’etimo latino “imago” attraverso lo studio della metodologia sociologica, la docente avanza l’idea che l’immaginario abbia un legame profondo con la società che lo produce e di esso vive.

Ci accompagna in ambienti virtuali il filosofo esperto di tecnologie Andrea Pinotti con la lezione Alla soglia dell’immagine. Facendo innanzi tutto chiarezza sulla terminologia corretta contro l’uso ormai invalso e spiegandoci esattamente le caratteristiche della realtà virtuale. Dove possiamo immergerci attraverso un casco, teletrasportati in un ambiente alternativo popolato di presenze (umane, animali, inanimate) che esclude il nostro mondo. Basterà superare una soglia, non più avvertita come invalicabile, bensì transitabile.

 

Programma

Perché pensiamo per immagini – Massimo Donà
Immagine, immaginazione e pensiero visivo – Giuseppe Di Napoli
Raccontare per immagini, l’esperienza analitica – Nicole Janigro
La percezione della realtà mediata dalle immagini – Ugo Morelli
Per una sociologia dell’immaginario – Valentina Grassi
Alla soglia dell’immagine – Andrea Pinotti

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neurofisiopatologo, neuropsichiatra infantile, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta)
Psicologo, Psicoterapeuta
Assistente sanitario
Educatore professionale
Infermiere; Infermiere pediatrico
Logopedista
Fisioterapista
Tecnico della riabilitazione psichiatrica
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva
Terapista occupazionale

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L’ETÀ DELLO SBALLO

Iscriviti
Copertina libro
Crediti: 15+1 ECM
Costo: € 40,00
Durata corso: 15+1 h
Docente:

Laura Pigozzi Psicoanalista, saggista e insegnante di canto.

Responsabile corso:

Elena Camerone Psichiatra e psicoterapeuta.

Iscriviti

L’ETÀ DELLO SBALLO

Doppio corso: libro e lezioni di Laura Pigozzi

Razionale scientifico

Se dagli Stati Uniti arriva l’allarme fentanyl, anche in Italia la diffusione di droghe tra gli adolescenti, dalla cannabis agli psicofarmaci usati per sballare, sta scatenando un’epidemia di dipendenze. Non ci sono mai stati così tanti pazienti affetti da disturbi legati al consumo di droga come in questi ultimi anni e l’età in cui si sviluppano le prime patologie si abbassa ormai alla preadolescenza. Cadere nel circolo vizioso della soddisfazione-astinenza-brama è un gioco pericoloso e paradossale che ci spinge a bramare ciò che ci fa male. Eppure, gli antidoti esistono e uno dei più potenti è il sentimento della vita che viene trasmesso al bambino nei suoi primissimi mesi, ma che può essere perduto o messo in crisi durante la preadolescenza. In assenza di questa trasmissione, il desiderio fatica a nascere e i progetti non decollano. Un disorientamento che espone all’assoluto offerto dalle droghe, dall’alcol, dagli psicofarmaci, dal cibo, da internet, dallo sport ossessivo… Godere senza desiderare è la cifra di una società drogata. Perché sorga il desiderio occorre che il bambino sperimenti la frustrazione e i limiti che possono trasformare il vuoto che narcotizza in una mancanza che rimette in moto il desiderio.
Laura Pigozzi mostra una via nuova per comprendere e disinnescare le dipendenze, intrecciando alla psicoanalisi i risultati delle neuroscienze sul cattivo funzionamento del sistema della ricompensa e quelli dell’epigenetica sulla capacità plastica del cervello che beneficia di relazioni ed esperienze positive. Sono la vita di ciascuno di noi, le parole che ci scambiamo, così come le parole che ci hanno costruito, fatto sentire amati o feriti e quelle che si scambiano in terapia, a modificare il funzionamento del cervello. È infatti nelle relazioni personali e sociali che si trova l’uscita dalla condizione disumana della sofferenza mentale, dato che una cura efficace non può prescindere dal collettivo che protegge, dalla rete affettiva che sostiene e dall’umanesimo della parola che dona dignità.

Acquistando il corso L’età dello sballo, è possibile accedere anche a Giovani, droghe, psicofarmaci, tra conformismo e dipendenza, una lezione di Laura Pigozzi.

 

Programma

CORSO 1
> Lettura e studio di “L’età dello sballo” di Laura Pigozzi, Rizzoli 2024
15 crediti ECM

CORSO 2
> “Giovani, droghe, psicofarmaci, tra conformismo e dipendenza”: una lezione a cura di Laura Pigozzi
1 credito ECM

 

Professioni accreditate

Medico chirurgo (psichiatra, psicoterapeuta, neurologo, neuropsichiatra infantile, neurofisiopatologia, medico di comunità, medico legale, medico di medicina generale, pediatra, pediatra di libera scelta);
Psicologo (psicologo, psicoterapeuta);
Assistente sanitario;
Logopedista;
Educatore professionale;
Infermiere, Infermiere pediatrico;
Fisioterapista;
Ostetrica;
Tecnico della riabilitazione psichiatrica;
Terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;
Terapista occupazionale.